lunedì, giugno 26, 2006

Tanto per introdurre

Sento di avere un sacco di cose da dire. Non necessariamente cose intelligenti. Togliamoci dalle testa questa mania di dire cose intelligenti a tutti i costi. A quanto ne so, la vita non è più gentile con chi è intelligente, ma in ogni caso, anche se lo fosse, io non rientro in quella categoria e quindi posso starmene tranquillo ad osservare come funziona per gli altri.

Ecco l’incipit.

Ho chiamato questo blog [E]sperimentazioni. Mi è sembrata una genialata, poi una cazzata, ora alterno momenti in cui mi stupisco della mia botta di creatività, ad altri in cui mi chiedo da dove diavolo ho tirato fuori un nome così cretino.

Il fatto è che mi piaceva la e maiuscola tra parentesi quadre.

Avrei potuto chiamarlo semplicemente [E].

Eppure non sarebbe stato abbastanza.

Perché?

Bella domanda.

Perché “possiedo” (in realtà è lui che possiede me) un blog “istituzionale” (istituzionale è un po’ forte considerando la media invidiabile di cinque ingressi giornalieri negli ultimi due anni) e lì ci scrivo delle cose. Cose che sono alla vista di tutti, amici e parenti inclusi, cose che, per forza di cose (l’uso di questa precedente sequenza di parole è voluto) mi limitano.

Peché non sono un figlio di puttana e se scrivo che voglio spaccare il muso ad una mia collega di lavoro, beh, magari qui lo posso fare, nell’altro no.

Poi, l’idea sarebbe quella di sviluppare una nuova espressività. Un nuovo modo di scrivere, più personale, più sanguigno, gridato (e per me che sono sempre defilato sarebbe un bel colpo), insomma, mi piacerebbe tirare fuori le palle alla mia scrittura.

Magari poi mi stufo, scrivo quattro post in croce e finita lì. Magari invece lascio perdere il blog istituzionale e mi stabilisco direttamente qui.

Che diavolo ne so di quello che farò tra cinque minuti.